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Virginia Puzzolo Open Campus Sardegna

Sardegna, il mio diario dall’isola dell’innovazione

Dal rettore dell’università di Sassari ai professionisti del centro di ricerca del Cnr, passando per un incubatore universitario, il collega candidato Andrea Soddu (sindaco di Nuoro), il capogruppo del Pd sardo al consiglio regionale Gianfranco Ganau, e molte altre persone che non dimentico. Non saprei neanche dire quanta gente incredibile ho incontrato (e quante pietanze deliziose ho assaggiato) in questi giorni del mio tour de force in Sardegna. Sono venuta qui – e ripartirò domattina alla volta della Sicilia – con l’obiettivo di farmi spiegare questa regione da chi la vive tutti i giorni.

Ho scoperto, in realtà, molte più cose di quante mi aspettassi. Per esempio che c’è un giovane uomo, che si chiama Paolo Costa, che lavora nell’impresa Eagers srl, che ha messo in piedi Heart of Sardinia, uno strumento di promozione turistica multicanale incredibile: dà la possibilità di scoprire la storia dell’Isola, le sue tradizioni e gli eventi più interessanti ai quali partecipare. Tutto grazie a un’applicazione sviluppata da giovani che hanno voglia di raccontare agli altri tutto il bello che c’è nella loro terra. Solo una delle belle aziende che ho scoperto ad AbInsula, un centro di coworking all’avanguardia che si occupa anche di supportare idee in ambito digitale.

Ho discusso con il professore Massimo Carpinelli, che regge l’ateneo sassarese, di quante possibilità ha un’università se lavora in sinergia con l’Europa, nelle sue varie istituzioni. Le prospettive di investimento in Sardegna, nel settore scientifico, ci sono e non possono essere sottovalutate. Ho parlato di ricerca – anche se nel settore agricolo e alimentare – con il dottor Pierpaolo Duce del Cnr, che mi ha raccontato anche di quanto il programma Horizon 2020 (che tanto bene ha fatto all’Italia e alla Sicilia) sia stato importantissimo per supportare il lavoro dell’intera struttura. Sempre a Sassari, e sempre per parlare di innovazione, ho conosciuto il professore Gabriele Mulas, che mi ha fatto fare un giro nell’incubatore universitario. Quante nuove idee in Sardegna!

Ieri sono stata al distretto aereo di Fenosu, a pochi chilometri da Oristano. Mi sono fatta accompagnare dal sindaco di Nuoro ed è stato anche grazie alle sue parole che ho capito meglio i problemi di quel territorio. Sull’aeroporto, purtroppo al momento inattivo, c’è tanto da fare: è sbagliato pensare che un’infrastruttura di quel genere possa andare avanti soltanto con il traffico civile. C’è invece bisogno di guardare al di là e pensare alle possibilità che offre alle merci e alla formazione di professionisti del volo. Non c’è dubbio che sia necessario guardare ogni prospettiva con attenzione e senza preclusioni di principio.

Oggi sono stata da tutt’altra parte, a Cagliari, ancora una volta assorbita totalmente dall’innovazione che si produce in quest’Isola. A Open Campus, di Tiscali, ho pensato che in Europa manca ancora un programma per favorire la mobilità tra gli startupper: bisogna rimediare. Poi ho chiacchierato con i cittadini e con i militanti del Partito democratico, che così calorosamente mi ha accolta sull’Isola, e ho conosciuto l’ex presidente della Regione Francesco Pigliaru e i segretari regionali e provinciali del Pd Emanuele Cani e Francesco Lilliu.

Quello che ho capito, incontrando tutte queste persone straordinarie, è che la Sardegna ha bisogno di promesse che vengano mantenute. Non c’è più spazio per gli annunci e per le incertezze: le istanze che arrivano dai territori non parlano di Quota 100 o Reddito di cittadinanza. Quando le persone mi hanno parlato della disoccupazione non erano più disposte ad accettare un generico «Serve più lavoro». Se lo sono sentite dire troppe volte. Quando mi hanno raccontato dello spopolamento, ne avevano le tasche piene di risposte come «Fate più figli». Sono tutte cose che, ormai, offendono l’intelligenza dei sardi.

Finalmente, insieme, abbiamo parlato di progetti concreti, e realizzabili, che producono un benessere a cascata fatto di infrastrutture e servizi. Penso, ad esempio, al centro di ricerca sulle onde gravitazionali in provincia di Nuoro. Il sito minerario di Lula gioca nello stesso campionato di poli scientifici enormi nel resto dell’Unione Europea e i finanziamenti complessivi previsti per attività di questo genere si aggirano intorno al miliardo di euro. Penso al distretto aerospaziale, penso all’agricoltura di precisione e all’uso dei fondi strutturali. Raggiungere un risultato positivo per il bene di tutti si può: ma solo se si coopera. Bisogna fare sistema: la politica, i professionisti, i tecnici, gli imprenditori. L’obiettivo dei sardi deve essere comune. E, dopo avere imparato così tanto sulla Sardegna, è diventato anche mio.

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