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Perché rischiamo la procedura d’infrazione?

Il patto di stabilità e crescita (PSC) è un insieme di regole che governano il coordinamento delle politiche fiscali dei paesi dell’Unione Europea, il cui obiettivo è salvaguardare una finanza pubblica solida. Si basa sul trattato sul funzionamento dell’Unione europea che impone agli Stati membri dell’UE di rispettare la disciplina di bilancio rispettando i seguenti due criteri:

– un deficit pubblico non superiore al 3% del PIL (rapporto deficit/PIL < 3%);

– un debito pubblico al di sotto del 60% del PIL (o, comunque, un debito pubblico tendente al rientro) (rapporto debito/PIL < 60%).

Il patto ha due “braccia”:

Il braccio preventivo assicura che la politica fiscale dei paesi dell’UE sia condotta in modo sostenibile e che tutti i paesi dell’UE raggiungano i loro obiettivi di bilancio a medio termine o che si dirigano verso di essi adeguando le loro posizioni di bilancio strutturali ad un tasso dello 0,5% del PIL all’anno come parametro di riferimento.

Gli obiettivi di bilancio a medio termine vengono aggiornati ogni 3 anni o più frequentemente nel caso di un paese che ha subito una riforma strutturale che ha avuto un impatto significativo sulle sue finanze pubbliche.

Se le politiche fiscali di uno Stato membro comportano una deviazione significativa dal rispettivo obiettivi di bilancio a medio termine o il percorso di aggiustamento nei suoi confronti, la Commissione raccomanda al Consiglio di aprire una procedura detta di ‘deviazione significativa’. Ciò offre alle autorità nazionali l’opportunità di ritornare a una politica fiscale più prudente ed evitare l’apertura di una procedura per i disavanzi eccessivi nell’ambito del braccio correttivo del patto di stabilità e crescita. Questo è stato proposta all’Italia nel dicembre del 2018.

Il braccio correttivo stabilisce quali azioni devono intraprendere i paesi nel caso in cui il loro debito pubblico o deficit venga considerato eccessivo. Gli Stati membri sono richiesti di adottare misure politiche adeguate per correggere i disavanzi eccessivi (e / o i debiti) attuando la procedura per i disavanzi eccessivi (PDE).

La PDE richiede al paese in questione di fornire un piano di azione correttivo e politiche corrispondenti, nonché le scadenze per l’implementazione delle stesse. I paesi della zona euro che non danno seguito alle raccomandazioni potranno essere multati attraverso una procedura d’infrazione che è ciò che sta rischiando oggi l’Italia.

La Commissione e il Consiglio controllano regolarmente l’azioni intraprese dallo Stato membro e concludono che sta prendendo piede azione o che l’EDP deve essere spostato nella fase successiva, cioè intensificato. Ciò può comportare sanzioni finanziarie per gli Stati membri dell’area dell’euro, mentre l’applicazione di la condizionalità macroeconomica può anche portare a una sospensione degli impegni o dei pagamenti nell’ambito dei fondi strutturali e di investimento europei per tutti gli Stati membri.

Wiki

prodotto interno lordo (abbreviato PIL) misura il valore aggregato, a prezzi di mercato, di tutti i beni e i servizi finali (cioè destinati al consumo) prodotti sul territorio di un Paese in un dato periodo di tempo (normalmente si usa come riferimento l’anno).

Deficit pubblico si riferisce alla differenza (per ciascun anno) tra i costi dell’amministrazione statale, compreso il pagamento degli interessi sul debito pubblico, e le entrate derivanti dalle imposte dirette e indirette versate da imprese e singoli cittadini. Le dimensioni del deficit pubblico vengono solitamente prese in considerazione in rapporto al prodotto interno lordo (PIL), per diverse ragioni. Anzitutto si vuol mettere in relazione il deficit con la capacità di produrre ricchezza e quindi di ripagare gli interessi sul debito che si accumula per effetto della presenza di deficit ricorrenti.

debito pubblico è il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti economici nazionali o esteri – quali individui, imprese, banche o Stati esteri – che hanno sottoscritto un credito allo Stato nell’acquisizione di obbligazioni o titoli di stato (in Italia BOT, BTP, CCT, CTZ e altri) destinati a coprire il fabbisogno monetario di cassa statale, ovvero l’eventuale deficit pubblico cumulato nel bilancio dello Stato, e la copertura degli interessi.

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