Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
img_0469.jpg

Il fallimento della democrazia

La democrazia (dal greco antico: δῆμος, démos, «popolo» e κράτος, krátos, «potere») etimologicamente significa “governo del popolo“, ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata dal popolo direttamente o indirettamente, tramite rappresentanti liberamente eletti.

Noi siamo illusi di essere parte di un sistema democratico, in cui ciascuno di noi sia libero di scegliere chi lo possa rappresentare. Invece, siamo solo ostaggi di un’oligarchia di uomini che, attraverso le strutture partitiche, decidono il futuro di tutti noi. E quando scrivo uomini intendo uomini e non donne, perché nella politica le donne sono usate solo per riempire le ‘quote rosa’, ma il loro impatto è quasi nullo perché sono scelte e messe da qualcuno e quindi non sono autonome, e molto difficilmente arrivano a ricoprire delle posizioni veramente decisionali all’interno dei partiti.

I partiti, infatti, sono delle strutture estremamente gerarchiche, indipendentemente che siano di destra o di sinistra, in quanto, con modalità che sembrano apparentemente antitetiche, ottengono esattamente lo stesso risultato: creano eserciti di militanti completamente intercambiabili.

Il centro destra ottiene questo in modo sfrontatamente evidente. Cosa sarebbe infatti la lega senza Salvini o cosa resterà di Forza Italia quando Berlusconi capirà finalmente che deve andare in pensione? Praticamente il Nulla. È così questi partiti prendono voti mettendo i loro leader capilista in tutte le circoscrizioni. Sono loro con la loro personale notorietà e con il loro carisma che fanno il bottino di voti, mentre i loro parlamentari vengono eletti perché prescelti dai loro capi e a loro eternamente devoti per essere stati eletti. Molto più subdolo è invece il modo in cui il centro sinistra utilizza la parvenza di ‘vera’ democrazia per ottenere esattamente lo stesso risultato. E cioè riempire i parlamenti di burattini che non devono pensare autonomamente, ma invece essere lo specchio della voce del partito o del barone della corrente di turno. I 5Stelle che si sono fregiati di essere i paladini del popolo hanno fatto ancora peggio. Hanno creato un movimento dove neanche si capisce chi è che veramente decide, lasciando, sembra, al caso chi viene eletto e creando così un parlamento di persone inesperte ed incapaci ma anch’esse controllabili proprio grazie al qualunquismo dello stesso movimento.

La nostra finta libertà di scelta inizia con il modo in cui le nomine vengono fatte e in cui la posizione in lista è decisa in modo che, ancora prima del voto, si sappia praticamente già chi sarà eletto. Poi, garantendo l’accesso ai media praticamente solo a chi, per l’appunto, è destinato ad essere eletto. Così noi poveri mortali decidiamo di votare non più per le ideologie, che sono solo un ricordo nostalgico del passato, ne tanto meno per i partiti ma per quanto ci siamo abituati a vedere un candidato alla televisione. Ecco spiegato perché inserire come candidato un giornalista televisivo, un presentatore e ancora meglio un comico sono voti assicurati per il partito.

Un altro modo per prendere voti è usare i simboli; che siano la lotta contro la mafia o la solidarietà per gli immigrati è indifferente. Scegliere candidati capaci di muovere grandi bacini di voti spiega inoltre come mai la maggior parte dei politici sono avvocati e medici oltre che politici di formazione, e perché non ci sono molti politici che sono ingegneri, agronomi, chimici, fisici, etc..

Ma la cosa che più di tutte mi sorprende non sono le dinamiche dei partiti, siamo invece noi cittadini che dovremmo chiedere di scegliere i nostri rappresentanti tra le persone ‘migliori’ della nostra società e che, invece, avendo perso completamente la fiducia (se mai l’abbiamo avuta) nella politica, non andiamo più a votare oppure ci facciamo consapevolmente manipolare votando chi ci viene proposto ai vertici delle liste senza neanche seriamente domandarci se lui o lei sarà capace realmente di rappresentarmi.

Così la democrazia è morta. Ormai chi governa rappresenta solo la minoranza del popolo e chi scrive la storia non siamo noi, ma solo pochi uomini che decidono per tutti. Ma io continuo a credere che questa società è destinata ad evolversi e la speranza sta proprio nella nostra volontà di non arrenderci ma di pensare ad una nuova forma di governo più corretta, più onesta ma anche più capace.

Condividi :

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
più recente più vecchio più votato
Notifica
Angelo Barone
Ospite
Angelo Barone

Come vuoi continuare il tuo impegno per far rivivere la democrazia?

Il presente sito Web archivia cookie sul computer dell’utente, che vengono utilizzati per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito. I cookie servono a migliorare il sito stesso e offrire un servizio più personalizzato, sia sul sito che tramite altri supporti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy.

Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.